Dungeons and Dragons e Stranger Things: vediamo come, grazie alla serie Netflix, è tornato centrale il "gioco di ruolo".
Manga Edizioni Italiane: cosa sapere su diritti e traduzioni
Come nasce un’edizione italiana di un manga? Dalla negoziazione dei diritti alla traduzione, dall’adattamento culturale al lettering e al controllo di stampa: guida completa ai ruoli, alle scelte editoriali e alle sfide tecniche.
Come funziona la filiera manga in Italia
Andiamo a vedere come funziona tutto il "dietro le quinte" dei manga. Come funziona tutta la filiera dal Giappone all'Italia? chi fa cosa, quali sono le scelte difficili, quali standard tecnici contano davvero.
• Acquisizioni & diritti (licensing): il team editoriale negozia con l’editore giapponese licenze territoriali, durata, formato consentito (tankōbon, digitale, edizioni “perfect/kanzen”), vincoli su copertine, loghi, fascette (obi) e materiali promozionali.
• Editor di collana / Project manager: coordina l’edizione: calendario, consegne, budget, coerenza di tono tra volumi, approvazioni con il licensor.
• Traduttore/traduttrice: rende in italiano il testo dai balloon, dalle didascalie e dai paratesti (sommari, note d’autore, omake). È il cuore linguistico del progetto.
• Adattatore/revisore editoriale: affina registro, scorrevolezza e coerenza terminologica (nomi propri, colpi speciali, onorifici). In alcune realtà la revisione la fa lo stesso editor.
• Letterista/grafico impaginatore: inserisce i testi in tavola, cura font, gestione delle onomatopee (SFX), titolazioni, gabbie, splash e pagine extra.
• Quality check (QC) e prestampa: controlli su refusi, overflow dei balloon, nero pieno (K100 o mix), retini, moiré, profili colore, bleed e abbondanze.
• Stampa e logistica: scelta carta, rilegatura (brossura, cucitura), sovraccoperta, verniciature; poi distribuzione a fumetterie e retail online.
Consiglio da lettori attenti: la pagina dei crediti (di solito all’inizio o in coda) elenca traduttore, letterista e supervisione editoriale. Vale la pena leggerla.
Dal Giappone all'Italia: il "viaggio" dei manga
Ci sono tre fasi che seguono l'iter del viaggio di un manga dal Giappone all'Italia:
1. Consegna materiali: file ad alta risoluzione (spesso TIFF/PSD) e script originali; talvolta guide di stile del licensor.
2. Vincoli di brand e approvazioni: alcune scelte (loghi, copertine, fascette) richiedono approval formale.
3. Localizzazione paratesti: sommari, “previously”, messaggi dell’autore, note dell’editore: non sono extra, fanno parte dell’esperienza.
Tradurre un manga non è “solo” tradurre
Tradurre un manga dalla lingua originale all'italiano non è semplice, perché ci sono delle variabili di cui bisogna tenere conto.
Registro e oralità
Il parlato manga alterna slang, formalità (keigo), dialetti, baby talk. In italiano si cerca equivalenza d’effetto: mantenere il colore senza forzare in macchiette regionali (utile a piccole dosi, rischioso se abusato).
Onorifici
• Mantenere -san, -kun, -chan, -sama: aiuta a leggere relazioni gerarchiche e sfumature affettive.
• Rendere con perifrasi/registro: più fluido, ma si perde una parte di codice culturale.
Scelta editoriale: spesso si mantengono negli shōnen/seinen scolastici o in storie dove la gerarchia è centrale; si riducono negli shojo più colloquiali. L’importante è coerenza lungo la serie.
Giochi di parole e riferimenti
• Wordplay (puns): si cercano puns equivalenti in italiano; se impossibile, si tiene la battuta e si spiega con una nota discreta.
• Cultura pop giapponese (idoli, variety show, piatti, festività): si decide caso per caso se spiegare con glossario o far capire dal contesto. L’obiettivo è non fermare la lettura.
Nominalizzazioni e tecnicismi
Sportivi, culinari, storici: si costruisce un glossario interno di serie per nomi di colpi, tecniche, ricette, ranghi militari, gradi scolastici, ecc.
Manga Edizioni Italiane: come funzionano editing e revisione
• Revisione a più mani: traduttore, editor, proofreader. Checklist tipiche: coerenza nomi, errori ricorrenti, punteggiatura del parlato, vedove/orfane, overflow.
• Prestampa: profili colore (se ci sono pagine a colori), densità del nero, registro; test di stampa (carta scelta) per verificare il contrasto dei retini.
• Cicli di correzione: almeno due giri completi su file impaginato sono lo standard sano.
Formati ed edizioni: cosa significa davvero in scheda prodotto
• Tankōbon: il volume “standard”.
• Wideban/B6: formato leggermente più grande, migliore resa dei retini.
• Kanzenban / Perfect Edition: carta e stampa superiori, tavole restaurate, spesso nuova traduzione, sovraccoperta curata, contenuti extra.
• Bunkoban: compatto, più economico, talvolta con raccolte multiple.
• Sovraccoperta & obi: la fascetta (obi) è parte della comunicazione originale; quando presente, è spesso rispettata o ricreata.
Come si decide in italiano il titolo di un manga
Nella scelta della traduzione di un titolo dalla lingua originale all'italiano, dobbiamo scindere tra titoli internazionali e nomi propri:
Nel primo caso, a volte esiste una linea guida ufficiale (traduzione vincolata); altre volte si sceglie un titolo italiano che preservi suono, senso, memorabilità e SEO (ricercabilità).
Nei nomi propri invece si evita di “italianizzare” se non storicamente giustificato; le traslitterazioni seguono sistemi coerenti (Hepburn per il giapponese), con eccezioni per nomi già noti al pubblico.
Un’ottima edizione nasce dunque quando tutti – traduzione, adattamento, lettering, revisione e prestampa – remano nella stessa direzione editoriale. La trasparenza nelle scelte (onorifici, SFX, glossari) crea fiducia e aiuta a leggere meglio.
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In Comix21 amiamo parlare di come si fanno i libri, non solo di cosa contengono. Se vuoi che analizziamo una serie specifica (scelte di traduzione, resa degli SFX, differenze tra edizioni), scrivici o passa in negozio (siamo a Battipaglia - Salerno): porteremo esempi in scaffale e li confronteremo con te.