Dungeons and Dragons e Stranger Things: vediamo come, grazie alla serie Netflix, è tornato centrale il "gioco di ruolo".
I villain più iconici dei fumetti: la nostra classifica
Il fascino dei villain nei fumetti e nei manga
I villain sono figure centrali nella narrativa di fumetti, comics e manga, rappresentando paure collettive, dilemmi etici e visioni del mondo alternative. Da Thanos a Joker, da Freezer a Barbanera, questi personaggi non sono semplici nemici, ma incarnano archetipi sociologici profondi.
In questa analisi accuratamente selezionata per voi, esploreremo otto tra i migliori villain di sempre. Abbiamo studiato il loro significato nella cultura pop e il loro impatto sulla società. Ve li abbiamo elencati tutti qui nella nostra speciale classifica.
Thanos – Il Villain del Destino e l’Equilibrio dell’Universo
Thanos è l’incarnazione della paura della sovrappopolazione e della finitezza delle risorse. Il suo obiettivo di bilanciare l’universo cancellando metà della vita rispecchia il concetto maltusiano, secondo cui la crescita demografica incontrollata porta al collasso delle civiltà.
In lui troviamo una versione distorta dell’utilitarismo: il suo genocidio non è motivato dall’odio, ma da una logica superiore che, seppur fredda e spietata, segue un ideale di ordine.
Il suo parallelismo con figure storiche che hanno giustificato atrocità con ideologie di progresso è evidente. Thanos ci pone una domanda inquietante: fino a che punto il fine può giustificare i mezzi?
Joker – Il Caos Assoluto e il Villain Iconico di Batman
Se Thanos incarna l’ordine imposto con violenza, il Joker è il suo opposto: il caos assoluto. La sua filosofia si basa sull’idea che il mondo sia intrinsecamente privo di senso e che qualsiasi tentativo di imporre un ordine sia un’illusione.
Questo lo rende una rappresentazione perfetta dell’anarchia nichilista e della paura del disordine sociale. La sua figura è stata spesso associata alla teoria del trickster, colui che sovverte le regole per rivelarne l’ipocrisia.
Inoltre, in opere come The Killing Joke, viene mostrato come un prodotto della società, un emarginato che, di fronte all’indifferenza del mondo, si trasforma in un simbolo di ribellione distruttiva. È una riflessione sulla fragilità dell’ordine sociale e sulla sottile linea tra normalità e follia.
Dottor Doom – Il Villain della Tirannia e del Genio Malvagio
Victor Von Doom è un villain profondamente complesso, che incarna il paradosso del dittatore benevolo. È convinto che la sua intelligenza e il suo potere siano la chiave per un mondo perfetto, e governa Latveria con un pugno di ferro ma con efficienza.
Qui si intrecciano due archetipi: il filosofo-re platonico e il despota. Doom è un’analisi del totalitarismo, in cui l’ideale di ordine assoluto si scontra con la libertà individuale.
Il suo personaggio solleva una domanda provocatoria: è meglio un mondo libero ma caotico o uno oppressivo ma stabile? Il parallelo con figure storiche reali, da Napoleone a Stalin, è evidente.
Lex Luthor – L’Intelligenza Umana Contro Superman
Se Doom rappresenta il totalitarismo, Lex Luthor incarna il capitalismo spinto al suo estremo. È l’epitome dell’homo economicus, un uomo che sfrutta ogni risorsa per accrescere il proprio potere. Ma la sua ossessione per Superman rivela un livello più profondo: Lex è il simbolo della paura dell’uomo comune di essere reso obsoleto.
Odia Superman non solo perché lo vede come una minaccia, ma perché è la prova vivente che esiste qualcosa di superiore a lui. In questa dinamica si riflettono le ansie moderne sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale: cosa succede quando l’umanità non è più al vertice della catena evolutiva?.
Freezer – Il Tiranno Spaziale di Dragon Ball
Freezer è il tiranno supremo dello spazio, un conquistatore che stermina intere civiltà per espandere il proprio dominio. La sua figura rievoca i grandi imperi coloniali e la loro logica di sfruttamento.
Il genocidio dei Saiyan ricorda le pulizie etniche della storia umana, e la sua ossessione per la forza come unico criterio di valore riflette il darwinismo sociale.
Freezer rappresenta la brutalità del potere imposto con la violenza e la convinzione che alcuni esseri siano intrinsecamente superiori ad altri. È la personificazione del dominio imperialista e della disumanizzazione del nemico.
Barbanera (Marshall D. Teach) – Il Villain di One Piece e l’Ascesa Senza Scrupoli
A differenza di Freezer, che impone un ordine tirannico, Barbanera è l’incarnazione dell’opportunismo spregiudicato. Non segue un codice d’onore, non ha una visione del mondo: è mosso esclusivamente dal desiderio di potere.
Il suo essere il primo a possedere due Frutti del Diavolo è metaforico: rappresenta la figura dell’arrampicatore sociale che rompe le regole per ascendere. È un perfetto esempio di come il potere possa essere acquisito non solo con la forza, ma con l’astuzia e la manipolazione.
Barbanera è l’opposto di Luffy: mentre quest’ultimo rappresenta la libertà con un codice morale, Barbanera rappresenta la libertà senza limiti, portata al suo estremo distruttivo.
Ulquiorra Schiffer – Il Nichilismo e la Filosofia del Vuoto in Bleach
Ulquiorra non è un villain nel senso tradizionale, ma una figura tragica che incarna l’alienazione esistenziale. La sua estetica gotica e il suo simbolismo (il buco nel petto) richiamano il concetto di horror vacui, la paura del nulla.
È un personaggio che riflette sulla natura della vita e dell’emozione, arrivando a negarne il senso. In questo è vicino al concetto di disincanto del mondo teorizzato da Max Weber: Ulquiorra è un essere che osserva la realtà senza illusioni, e proprio per questo non riesce a trovarvi alcun valore.
La sua sconfitta da parte di Ichigo rappresenta la vittoria della passione sulla razionalità fredda e nichilista.
Raoul – Il Guerriero Assoluto di Hokuto no Ken
Raoul è l’archetipo del guerriero-conquistatore, che rifiuta il destino e impone la propria volontà sul mondo. Crede nella legge del più forte e disprezza la debolezza, incarnando una visione nietzschiana della vita.
Tuttavia, il suo personaggio è più sfumato: non è un semplice tiranno, ma un uomo che ha scelto consapevolmente di abbandonare ogni sentimento per perseguire il suo ideale. È l’immagine del leader che si carica sulle spalle il peso di un mondo in rovina, sacrificando la propria umanità per garantire un futuro.
Il suo confronto con Kenshiro non è solo fisico, ma filosofico: la forza deve servire a dominare o a proteggere?.
Questi otto villain non sono solo antagonisti, ma incarnazioni di idee e paure collettive. Ognuno di loro rappresenta un aspetto della società: la tirannia, l’anarchia, l’alienazione, l’opportunismo, la paura del progresso, la gerarchia della forza.
Studiare questi personaggi significa capire meglio il mondo che li ha creati e il pubblico che li trova affascinanti. Perché, in fondo, i villain non sono altro che specchi distorti di noi stessi.